Velo-city 2026 a Rimini e il boom del cicloturismo in primavera
Velo-city 2026 approda a Rimini: il summit mondiale della ciclabilità
Dal 16 al 19 giugno 2026 Rimini si prepara a ospitare uno degli eventi più attesi nel panorama internazionale della mobilità sostenibile: Velo-city 2026, il summit mondiale della ciclabilità organizzato dalla European Cyclists’ Federation (ECF). Una conferenza che rappresenta un’occasione unica per l’Italia di mostrarsi al mondo come destinazione sempre più bike friendly.
La città romagnola accoglierà oltre 1.500 delegati provenienti da più di 60 Paesi, tra esperti del settore, funzionari pubblici, amministratori locali e appassionati di ciclismo urbano. Quattro giorni intensi dedicati a formazione, discussioni e approfondimenti sui trend più innovativi nel campo della mobilità ciclistica. L’ultima edizione italiana di Velo-city risale al lontano 1991, rendendo questo ritorno particolarmente significativo per il nostro Paese.
Rimini è stata scelta dalla ECF per il suo impegno concreto verso la mobilità sostenibile e la trasformazione urbana in atto. La città sta investendo su infrastrutture ciclabili, servizi per ciclisti e una visione di città più vivibile e a misura di pedale. Secondo FIAB Italia, questo evento rappresenta “l’occasione per mostrare l’Italia bike friendly al mondo intero”, dimostrando come anche il nostro Paese possa competere a livello internazionale nell’offerta di turismo ciclistico e infrastrutture dedicate.
La Fiera del Cicloturismo a Padova e la Via Romagna: 460 km di avventura
Mentre Rimini si prepara per Velo-city, Padova ha appena ospitato dal 27 al 29 marzo 2026 la quinta edizione della Fiera del Cicloturismo, evento organizzato da Bikenomist che si è confermato appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di viaggi in bicicletta. Tre giorni dedicati a incontri, storie di viaggi pedalati e mete da scoprire, con un’attenzione particolare alle destinazioni italiane.
Tra i protagonisti di questa edizione spicca Visit Romagna, che ha presentato uno dei progetti più ambiziosi per lo sviluppo del cicloturismo nel territorio: la Via Romagna, un percorso permanente di 460 chilometri che attraversa le bellezze della regione. Si tratta di un’infrastruttura strategica che connette città d’arte, borghi storici, patrimoni naturalistici e le eccellenze enogastronomiche della Romagna, offrendo agli appassionati un’esperienza cicloturistica completa e immersiva.
La Via Romagna si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del territorio attraverso la mobilità dolce, dimostrando come il cicloturismo possa diventare una leva fondamentale per lo sviluppo economico e culturale delle aree interne. Fonte: Kapperi Magazine.
Perugia avanti con il PNRR: nuovi fondi per la ciclabilità
Nel cuore dell’Italia, Perugia sta compiendo passi significativi verso il completamento della sua rete ciclabile. Con delibera n. 129 del 25 marzo 2026, il Comune ha approvato il progetto esecutivo per il primo lotto del secondo stralcio dei lavori, relativo ai tratti di Pian di Massiano e della zona ospedaliera.
L’intervento è reso possibile grazie ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), con un finanziamento di circa 2 milioni di euro destinati alla realizzazione di 10 chilometri di nuove piste ciclabili. L’obiettivo è collegare strategicamente aree importanti della città: dall’area industriale di Sant’Andrea delle Fratte a San Sisto (dove si trovano la stazione ferroviaria e il Polo Universitario della Facoltà di Medicina), fino al potenziamento della ciclabilità di Pian di Massiano, sede della stazione ferroviaria e della Facoltà di Ingegneria.
Questo investimento rappresenta un passo avanti concreto nella direzione di una città più sostenibile e accessibile, dove la bicicletta diventa uno strumento quotidiano di mobilità per studenti, lavoratori e cittadini. Fonte: Perugia Today.
Cerignola e Messina: luci e ombre della ciclabilità locale
A Cerignola, in Puglia, l’amministrazione comunale ha dato il via libera ai fondi per l’ampliamento della pista ciclabile di via Tiro a Segno. Con due distinte determinazioni dirigenziali del marzo 2026, il Comune ha impegnato risorse per proseguire con i lavori di ampliamento dell’infrastruttura ciclabile cittadina, inserita nel più ampio progetto di mobilità lenta della città.
L’assessore Merra ha sottolineato che “la pista ciclabile rappresenta il punto di partenza del nuovo Piano Urbanistico della Mobilità”, confermando l’intenzione di rendere Cerignola una città più attenta alla sostenibilità ambientale. Fonte: Statoquotidiano.
Più critica la situazione a Messina, dove l’associazione FIAB Messina Ciclabile ha sollevato importanti questioni riguardo all’implementazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Nonostante l’approvazione del piano, “la zona Sud è ancora sprovvista di infrastrutture ciclabili“, riporta l’associazione in una lettera aperta. Criticità emergono anche per il ritardo nei lavori della ciclabile in via Cesare Battisti e per la rinuncia a interventi finanziati con fondi statali, come il collegamento tra Mili e il centro città, parte della ciclovia della Magna Grecia.
FIAB Messina Ciclabile invita l’amministrazione a prendere esempio da città come Roma e Bologna, dove misure come le zone 30 km/h hanno migliorato la sicurezza, ridotto l’inquinamento e aumentato gli spostamenti sostenibili. Fonte: Rete Messina / Messina Today.
Il cicloturismo come motore dell’economia locale
Il cicloturismo non è solo una modalità di viaggio sostenibile, ma sta diventando un vero e proprio motore dell’economia locale. Hotel, agriturismi, strutture ricettive di ogni tipo stanno sempre più adattando i propri servizi per accogliere ciclisti: dalle rastrelliere dedicate ai deposito bagagli sicuri, dai menu energetici ai servizi di noleggio e assistenza tecnica.
Secondo quanto riportato da InBici, il turismo in bicicletta genera ricchezza diffusa sul territorio, favorisce la conoscenza di realtà meno conosciute e contribuisce alla destagionalizzazione dei flussi turistici. Le rotte ciclabili attraversano spesso piccoli borghi e aree interne, portando risorse economiche dove altri tipi di turismo difficilmente arrivano.
Eventi come Velo-city 2026 e la Fiera del Cicloturismo non sono solo occasioni di confronto tecnico, ma diventano catalizzatori di attenzione mediatica e interesse turistico per le destinazioni che li ospitano. L’Italia, con il suo patrimonio paesaggistico, culturale e gastronomico, ha tutte le carte in regola per diventare una meta cicloturistica di prim’ordine europeo.
La rivoluzione su due ruote continua
La primavera 2026 si conferma un momento cruciale per il cicloturismo italiano. Da Rimini a Padova, da Perugia a Messina, storie diverse si intrecciano in un unico racconto: quello di una nazione che sta scoprendo (o riscoprendo) la bicicletta come strumento di mobilità quotidiana, turismo responsabile e sviluppo economico sostenibile.
Con Velo-city 2026 all’orizzonte e nuove infrastrutture che prendono forma in tutta Italia, il futuro della ciclabilità nel nostro Paese appare sempre più promettente. La sfida ora è mantenere l’entusiasmo e trasformare i progetti in realtà concrete, per una mobilità davvero sostenibile.
Fonti: Kapperi Magazine, FIAB Italia, Perugia Today, Statoquotidiano, Rete Messina, Messina Today, InBici, Bikeitalia.



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