Nelle foreste del futuro: il cicloturismo italiano riscopre la natura come economia
Il paesaggio italiano cambia volto. Non più solo cartolina estiva o sfondo da museo a cielo aperto, ma rete viva da percorrere, esplorare, abitare con la lentezza delle due ruote. Il cicloturismo è diventato il cuore pulsante di una nuova idea di mobilità dolce, capace di intrecciare natura, economia locale e sostenibilità in un unico percorso.
I numeri confermano questa trasformazione: in Italia il settore vale oggi 4,7 miliardi di euro e crescerà a un tasso medio annuo del 10,9% per il periodo 2025-2033. Entro il 2033 si stima che il mercato supererà gli 11 miliardi di euro, secondo i dati presentati da Fiab durante la Fiera del Cicloturismo di Padova.
Un’opportunità per ridistribuire il turismo
L’Italia è la seconda meta più visitata dell’Unione europea con 458 milioni di presenze turistiche nel 2024. Tuttavia, questo successo nasconde una criticità strutturale: il 75% degli arrivi si concentra su appena il 13% del territorio. Il cicloturismo offre una risposta concreta a questo squilibrio.
“La promozione del cicloturismo è una vera e propria politica di sviluppo territoriale”, spiega Susanna Maggioni, vicepresidente di Fiab. “Il turismo a due ruote permette infatti di ridistribuire i flussi, valorizzare aree meno conosciute, generare economia locale in modo sostenibile”.
La nuova mappa italiana: Bicitalia integra Albergabici
Nel 2026 Fiab ha rilanciato il portale Bicitalia.it, online dal 2007 come principale archivio italiano di itinerari cicloturistici. La novità è l’integrazione con Albergabici, la rete di strutture ricettive bike-friendly.
Attraverso una mappa interattiva, la piattaforma permette di scaricare tracce GPX e consultare schede su difficoltà tecniche. I percorsi si innestano sulla rete EuroVelo, che conta oltre 91.800 chilometri di piste.
Investimenti concreti: da Oristano a Faenza
A Oristano, il comune ha ottenuto un milione di euro dalla Regione Sardegna per nuove ciclovie urbane. Il progetto prevede interventi lungo la circonvallazione e in viale Brianza, collegando l’ingresso nord con la marina di Torre Grande.
A Faenza è stato approvato il Biciplan: “Progettiamo insieme una città a misura di bici”. Il Piano, sviluppato con il Politecnico di Torino, punta a una rete ciclabile protetta che colleghi quartieri, scuole e stazione.
Un’alleanza tra economia e ambiente
Il cicloturismo attiva filiere produttive con oltre 34.000 addetti nella filiera della bicicletta. Riduce l’impatto ambientale spostando flussi verso territori che hanno bisogno di nuova vitalità.
Verso un sistema continuo
“Un sistema ciclabile competitivo richiede connessioni senza interruzioni”, osserva Antonio Dalla Venezia, responsabile del progetto Bicitalia. La rete EuroVelo supera i 5.000 chilometri in Italia. L’ambizione è meno concentrazione, più distribuzione; meno velocità, più permanenza.
Fonti
- ANSA – “Cicloturismo cresce, entro il 2033 giro d’affari da 11 miliardi” (marzo 2026)
- ANSA Sardegna – “Nuove piste ciclabili a Oristano” (aprile 2026)
- Our Future – “Italia, il cicloturismo cresce e prova a redistribuire i flussi” (marzo 2026)
- CityNext – “Faenza, presentato il Piano strategico” (aprile 2026)
- Bicitalia.it – Portale itinerari cicloturistici
- EuroVelo – Rete ciclabile europea



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