Cicloturismo in Italia: il boom economico delle due ruote
Secondo i dati Insart-Unioncamere, nel 2024 i viaggiatori che hanno percorso le ciclovie italiane sono aumentati del 54% rispetto all’anno precedente. Un dato che racconta una rivoluzione silenziosa: le biciclette stanno trainando oltre il 10% dell’intero settore turistico nazionale, con un impatto economico stimato in circa 9,8 miliardi di euro.
Il boom dei cicloturisti italiani
Il cicloturismo è diventato uno dei segmenti più dinamici del turismo domestico. Secondo le rilevazioni di FIAB, il valore attuale del mercato è di 4,7 miliardi di euro, con una stima di crescita media annua del 10,9% nel periodo 2025-2033. Entro il 2033, il giro d’affari potrebbe superare gli 11 miliardi di euro.
Cosa spinge questo trend? Il cambio culturale è evidente: si comprano meno oggetti, ma si investe di più in esperienze. I cicloturisti affittano alloggi, usufruiscono di servizi locali, frequentano ristoranti e acquistano prodotti tipici. Non sono turisti di passaggio, ma viaggiatori che si fermano, esplorano territori interni e distribuiscono ricchezza nelle piccole comunità rurali.
Le infrastrutture crescono: 1.250 km di nuove ciclovie
Il cuore di questa trasformazione è la rete ciclabile. Grazie ai finanziamenti del PNRR, entro la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 saranno inaugurati circa 1.250 chilometri di nuove piste ciclabili turistiche lungo tutto lo Stivale. Un investimento che collega borghi storici, aree interne e regioni intere attraverso percorsi sicuri e fruibili.
La rete EuroVelo rappresenta il grande orizzonte: oltre 91.800 chilometri di infrastruttura ciclabile transnazionale che rafforza i collegamenti tra i Paesi europei. Le ciclovie italiane si innestano su questa dorsale continentale, aumentando la visibilità internazionale del territorio nazionale.
“Rendere visibili i percorsi esistenti, i servizi e i tratti ancora da completare significa aiutare istituzioni e territori a comprendere dove investire per costruire un sistema ciclabile continuo e competitivo a livello europeo”, afferma Susanna Maggioni, vicepresidente FIAB e coordinatrice nazionale area cicloturismo.
Bicitalia: il portale che mappa l’Italia a pedali
Una novità importante del 2026 è il rilascio del nuovo portale Bicitalia, integrato con la rete Albergabici di strutture bike-friendly. Attraverso una mappa interattiva, la piattaforma consente di esplorare i percorsi, scaricare le tracce GPX e consultare schede dettagliate su difficoltà e servizi disponibili lungo il tragitto.
La mappa non è solo uno strumento per i cicloturisti, ma un’arma di policy: evidenzia le lacune della rete esistente e orienta gli investimenti futuri. Gli itinerari sono verificati e mappati da oltre 20 anni di lavoro di volontari FIAB, garantendo un’affidabilità che i navigatori commerciali non sempre possono offrire.
L’economicità dello slow: un modello resiliente
I cicloturisti, definiti ironicamente “lenti ma non invisibili” da FIAB, rappresentano un modello di turismo sostenibile per eccellenza. A differenza del turismo di massa concentrato in stagioni brevi e località iconiche, il cicloturismo distribuisce i flussi nell’arco dell’anno e su territori più ampi.
Le ex ferrovie trasformate in piste ciclabili — come accade in Calabria, Sicilia e lungo i confini transfrontalieri — diventano attrattori economici per aree altrimenti marginali. Tour “multiday” di più giorni collegano Friuli-Venezia Giulia con Slovenia e Croazia, Piemonte con Francia e Svizzera, creando corridor economici altrimenti impensabili.
La fiera del cicloturismo a Padova
L’ecosistema si consolida con appuntamenti di rilievo. La Fiera del Cicloturismo di Padova, in programma dal 27 al 29 marzo 2026, rappresenta il principale evento nazionale del settore. Oltre agli spazi espositivi, l’evento offre momenti formativi, analisi di nuovi modelli di business e aree dedicate al networking tra imprese del settore.
“Sempre più negozi di bici creano nuovi servizi come tour guidati o noleggio in partnership con gli hotel”, spiega Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera. Chi operava solo nella vendita sta sviluppando proposte esperienziali, basate sulla collaborazione con attori locali e sulla valorizzazione del patrimonio territoriale.
Verso la parità con le nazioni europee
Nonostante il progresso, l’Italia deve ancora colmare il gap con i campioni europei del cicloturismo. Paesi come Paesi Bassi, Danimarca e Germania dispongono di reti ciclabili mature e di una cultura dell’ospitalità su due ruote consolidata da decenni.
Ma la direzione è tracciata. Gli investimenti del PNRR, la crescita registrata nel 2024, l’attenzione delle istituzioni locali e l’impegno delle associazioni come FIAB indicano che il cicloturismo italiano sta uscendo dalla marginalità per diventare un pilastro della strategia turistica nazionale.
Il viaggio, come ha sempre insegnato la filosofia delle due ruote, è importante tanto quanto la destinazione. E l’Italia, con le sue ciclovie che attraversano paesaggi unici al mondo, sta imparando a pedalare con sempre maggiore consapevolezza.
Fonti
- ANSA, “Cicloturismo cresce, entro il 2033 giro d’affari da 11 miliardi”, 24 marzo 2026. https://www.ansa.it/ansa2030/…
- FIAB Italia, “Cicloturismo, FIAB alla BIT 2026: ecco perché i territori e le città ne hanno bisogno”, 11 febbraio 2026. https://fiabitalia.it/…
- Corriere della Sera, “Cicloturismo, impatto economico da 9,8 miliardi: vantaggi e nuove opportunità di business”, 13 gennaio 2026. https://www.corriere.it/…
- Insart-Unioncamere, dati 2024 sul settore cicloturistico.
- Rete EuroVelo, https://en.eurovelo.com/



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