Le radici della mobilità nuova: quando le città italiane scelgono la bici
C’è qualcosa di nascosto che sta crescendo sotto la superficie delle nostre città. Non si vede, ma si percepisce. Non è cemento né asfalto, ma una rete vitale di connessioni che sta gradualmente modificando il respiro urbano. Come le radici di un grande albero che si intrecciano nel sottosuolo per sorreggere la chioma, così le bici e le infrastrutture ciclabili stanno tessendo un substrato nuovo, fatto di spostamenti lenti ma costanti, di relazioni dirette tra persone e luoghi.
Negli ultimi giorni, diverse realtà italiane hanno annunciato interventi significativi. Non è più il caso isolato dell’Amsterdam d’Italia, ma un cambiamento diffuso, radicato, che attraversa geografie diverse: dal Piemonte alla Sardegna, dal Veneto alla Puglia, passando per l’Emilia-Romagna. Ogni progetto è una radice che affonda, un segmento di una rete più ampia che sta lentamente cambiando il volto della mobilità nazionale.
Cuneo: quando i ragazzi insegnano ai grandi
Nel cuneese, un progetto semplice ma potente ha raggiunto numeri record. Il Bike to School ha coinvolto nella sua ultima edizione 450 studenti distribuiti tra 24 scuole del territorio comunale, comprendendo primarie, secondarie di primo grado e scuole dell’infanzia anche nelle frazioni più piccole.
Le strade della città si sono trasformate per qualche ora in percorsi collettivi, dove l’energia contagiosa dei giovani ciclisti ha dimostrato che la mobilità sostenibile non è una questione tecnocratica, ma un modo divertente e sicuro di vivere lo spazio urbano. L’assessore alla mobilità Luca Pellegrino ha sottolineato: "Non avevamo mai avuto una partecipazione così ampia. È una risposta davvero importante che dimostra come sia possibile fare rete e promuovere la mobilità sostenibile fin dalla più tenera età".
Oristano: un milione di radici nel cuore della Sardegna
Un finanziamento di un milione di euro dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici darà il via a nuovi interventi ciclabili nella città di Oristano. Il progetto punta a integrare i percorsi ciclabili con il trasporto pubblico locale e la rete ferroviaria.
L’amministrazione ha individuato due tratti prioritari: il primo lungo la circonvallazione tra via Campanelli e viale Repubblica; il secondo nel viale Brianza, dove si completeranno le corsie ciclabili con sistemi di protezione e delimitazioni.
Il sindaco Massimiliano Sanna evidenzia: "Continuiamo a investire in una mobilità più sostenibile, sicura e moderna".
Jesolo: pedalare lungo il Sile verso l’Europa
Nel veneziano, la città di Jesolo ha approvato il progetto esecutivo di un’opera attesa: una pista ciclopedonale lungo via Drago che seguirà il corso del fiume Sile, intercettando la ciclovia Venezia-Trieste, parte del corridoio EuroVelo 8.
L’intervento, per un importo totale di 3 milioni di euro (500mila da risorse FESR), consentirà di raggiungere il centro storico attraverso un percorso strategico lungo il fiume.
Ciò che rende Jesolo un caso interessante è la sua vocazione turistica: il centro storico sta consolidandosi come crocevia per la mobilità lenta.
Faenza: un piano strategico che punta al cuore
La città romagnola ha approvato il suo Piano strategico della mobilità sostenibile, con il Biciplan come elemento centrale. L’analisi del contesto urbano è stata realizzata con il supporto del Politecnico di Torino.
Il Piano prevede il potenziamento del bike sharing e l’integrazione col trasporto pubblico, puntando su una rete ciclabile protetta e continua.
Foggia: ciclobox digitale e 23 chilometri di connessioni
Nel capoluogo pugliese, la Giunta ha approvato l’installazione di sei nuove ciclobox nelle aree universitarie. Si tratta di strutture sicure, accessibili tramite sistemi digitali, capaci di ospitare fino a otto biciclette ciascuna.
Il progetto prevede anche 23 chilometri di nuove piste ciclabili. Le ciclobox rappresentano nodi di mobilità in un sistema integrato.
Il sottosuolo della trasformazione
Cosa accomuna queste esperienze? Non è solo la bicicletta, ma il modo in cui viene pensata: non più accessorio, ma infrastruttura di base dello spazio urbano, capace di intrecciare relazioni tra diverse modalità di trasporto.
Come le radici di un albero nel terreno scuro trovano nutrimento, così questi progetti affondano nei Piani urbani della mobilità. Non sono annunci spot, ma interventi strutturali.
Fonti
- Targatocn.it, "Bike to school, a Cuneo record di partecipanti: 450 studenti e 24 scuole", 12 aprile 2026.
- GiornalediOristano.it, "Un milione di euro al Comune di Oristano per le piste ciclabili", 9 aprile 2026.
- VeneziaToday.it, "Approvato il progetto della pista ciclabile lungo via Drago Jesolo", 9 aprile 2026.
- CityNext.it, "Faenza, presentato il Piano strategico della mobilità sostenibile", 10 aprile 2026.
- StatoQuotidiano.it, "PNRR, a Foggia sei ciclobox per le università", 11 aprile 2026.



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