Italia in bici 2026: PNRR, bike sharing record, cicloturismo e la sfida della sicurezza
L’Italia delle due ruote vive un momento paradossale: mentre i dati confermano una crescita costante dell’uso della bicicletta — dal bike sharing al cicloturismo, dai pendolari alle cargo bike per le consegne — le infrastrutture faticano a tenere il passo. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato risorse significative per le ciclovie, ma l’attuazione procede a velocità differenti tra Nord e Sud. Nel frattempo, le città che hanno investito su zone 30, piste protette e sharing integrato raccolgono i frutti in termini di sicurezza, salute e vitalità economica. Questo articolo fa il punto sulla mobilità ciclistica italiana nel 2025-2026, incrociando dati ufficiali, studi internazionali e casi concreti.
PNRR e ciclovie: cantieri aperti, ritardi strutturali
Il decreto infrastrutture-PNRR ha ricevuto il via libera alla Camera ad agosto 2026 e passa ora al Senato per l’approvazione definitiva[1]. Tra le misure, fondi per le ciclovie nazionali e urbane. Ma lo stato di avanzamento è eterogeneo.
A Bari, il PNRR ha già consentito di completare la pista di Palese e avviare i cantieri a Santo Spirito, con l’obiettivo di raggiungere 80 chilometri di rete entro il 2028 attraverso tre nuovi assi viari[2]. La sfida, come sottolineato dagli amministratori locali, «si gioca tutta sulla continuità e sull’integrazione della rete», collegando parchi, campus universitari, stazioni e attrattori culturali.
Sulla Ciclovia Tirrenica, il Comune di Grosseto ha approvato il progetto esecutivo per il tratto tra il ponte sull’Ombrone e Principina a Mare: 2,9 milioni di euro per una passerella ciclopedonale, verde e arredo urbano[3]. Un tassello della dorsale costiera che dovrebbe unire Ventimiglia a Roma.
La situazione è più critica in Sicilia, dove «è stato completato meno di un progetto su cinque» secondo l’ultimo monitoraggio, con la Corte dei conti che aveva già segnalato ritardi significativi[4]. Il Codacons ha chiesto un piano straordinario per rendere trasparenti cronoprogrammi, pagamenti e responsabilità.
Questa dicotomia riflette un problema strutturale: la capacità amministrativa degli enti attuatori. Come evidenzia il rapporto The Case for Cycling Infrastructure Investments della Banca Mondiale (2025), «poche città al di fuori del Nord Europa hanno una rete completa di piste ciclabili protette o dei finanziamenti sostenuti necessari per sviluppare e mantenere le infrastrutture ciclabili su larga scala»[5]. La Banca Mondiale ha lanciato CyclingMAX, una piattaforma web per calcolare costi e benefici degli investimenti ciclabili: nel caso di Addis Abeba, 677 km di rete, 118 milioni di dollari d’investimento e un tasso interno di rendimento economico (EIRR) del 75,7%[5].
Bike sharing: boom a Firenze, modello metropolitano a Torino
Il bike sharing italiano registra numeri record. A Firenze, nei primi sette mesi del 2026 i noleggi RideMovi sono cresciuti del 45% rispetto allo stesso periodo 2025[6][7]. Il Comune ha risposto con una doppia strategia: sanzioni raddoppiate (da 3 a 5 euro) e intelligenza artificiale per il controllo del parcheggio in tempo reale, affiancate da tariffe scontate per il caldo e agevolazioni notturne (1 euro/20 min per e-bike, 0,50 euro/20 min per bici muscolari tra le 2 e le 6)[7][8]. «Basta bici parcheggiate come capita», ha dichiarato l’assessore Andrea Giorgio, «con sanzioni quasi raddoppiate e l’IA vogliamo aumentare l’efficacia dei controlli»[8].
A Torino, è partito il nuovo sharing metropolitano che coinvolge 16 Comuni della cintura per 36 mesi, con regole comuni per bici tradizionali, e-bike, monopattini e scooter elettrici[9]. L’obiettivo: servizio omogeneo, integrato col trasporto pubblico, standard qualitativi condivisi.
A Genova, l’assessore alla Mobilità ha rivelato «140mila corse per un solo operatore, ce ne sono altri quattro» nel periodo estivo[10], confermando che il bike sharing è ormai «un mezzo di spostamento decisamente gradito dalla cittadinanza».
Cicloturismo: l’Umbria guida la crescita, la Francia frena
L’Umbria si colloca al secondo posto nazionale per crescita degli arrivi turistici nel primo semestre 2026 (+9,7%), trainata dal turismo sostenibile[11]. La Ciclovia del Trasimeno ha vinto il Green Road Award 2026, considerato l’«Oscar italiano del cicloturismo»[11]. Un riconoscimento che premia la capacità di trasformare un’infrastruttura verde in volano economico territoriale.
In controtendenza, la Francia registra il ritmo più basso degli ultimi dieci anni per lo sviluppo dello Schema Nazionale Véloroutes (SNV): solo 243 nuovi chilometri nel 2025[12]. Eppure la domanda cresce: la SNCF ha venduto 161.000 posti bici sui treni nazionali nel 2025, contro 60.000 nel 2019 (+168%)[12]. Segnale chiaro: l’offerta infrastrutturale non sta dietro alla domanda.
Sicurezza: i dati ISTAT-ACI 2025 confermano l’urgenza
Il censimento ACI-ISTAT sui sinistri 2025 disegna un quadro nitido[13]: le strade urbane concentrano il 72,9% degli incidenti con lesioni (129.146 casi) ma «solo» il 42,1% dei decessi (1.209). Le strade extraurbane vedono il 21,9% degli incidenti (38.843) ma il 48,8% delle vittime (1.401). Un incidente fuori città è statisticamente molto più letale.
In Umbria, i morti scendono a 36 (-41,9% sul 2024) e gli incidenti a 2.352 (-3,9%)[14][15]. In Puglia, l’indice di mortalità cala dal 2,2% all’1,7%, con 177 incidenti mortali (-19,9%) e 190 vittime (-21,2%)[16]. Ma l’area barese resta la più colpita: 4.107 incidenti, 47 vittime, oltre un terzo del totale regionale[16].
Le Nazioni Unite, nella nuova strategia globale per la sicurezza stradale 2030, chiedono ai governi «ambienti a bassa velocità» come pilastro dell’approccio «Safe System»[17]: le strade devono essere progettate perché l’errore umano non provochi morte o lesioni gravi. Le zone 30 e le piste ciclabili protette (con cordolo, non solo vernice) sono la traduzione operativa di questo principio.
Salute: pedalare fa bene al corpo e alla mente
Uno studio sui pendolari in bicicletta pubblicato da BikeItalia evidenzia che, a parità di peso corporeo, i ciclisti presentano una maggiore quantità di massa magra, parametro «strettamente associato al benessere metabolico e alla salute nel lungo periodo»[18]. Non solo fisico: l’esposizione alla luce naturale, la riduzione dello stress da traffico, l’attività aerobica moderata e costante sono fattori protettivi per la salute mentale, come confermato da letteratura epidemiologica internazionale[19]. Le città calme — con zone 30, piste protette, verde urbano — diventano così infrastrutture di salute pubblica.
Cargo bike e logistica urbana: il pezzo mancante
Mentre i dati di mercato mostrano la crescita degli scooter elettrici (+11,41% a luglio 2026, quinto mese consecutivo a doppia cifra)[20], manca ancora un monitoraggio sistematico delle cargo bike per consegne ultimo miglio. Esperienze europee (Copenaghen, Amsterdam, Parigi) dimostrano che una cargo bike può sostituire un furgone per il 50-70% delle consegne urbane sotto i 200 kg, con emissioni zero, ingombro ridotto e costi operativi inferiori. L’Italia, con i suoi centri storici densi e le ZTL diffuse, è il contesto ideale. Serve però una filiera: incentivi all’acquisto, corsie dedicate, hub di micro-logistica periferici.
Verso una ciclabilità sistemica
I tasselli ci sono: risorse (PNRR), domanda (bike sharing +45%, cicloturismo +9,7%, cargo bike potenziale), evidenze scientifiche (salute, sicurezza, ROI economico 75% EIRR). Manca la governance integrata: piano nazionale ciclabilità con obiettivi vincolanti, standard progettuali uniformi (piste protette, non “senza cordolo” come a Palermo[21]), monitoraggio annuale ISTAT-ACI dedicato ai ciclisti, formazione tecnica per progettisti comunali.
La Banca Mondiale lo sintetizza: «Il ritorno sull’investimento per le reti di infrastrutture per biciclette è elevato, sia in termini di effetti di rete derivanti dal sostegno di investimenti nei trasporti più ampi come il transito rapido in metropolitana o in autobus e i relativi benefici climatici, sanitari ed economici»[5]. L’Italia ha i cantieri aperti. Ora serve la continuità — non solo delle piste, ma delle politiche.
Bibliografia e fonti
- Il Sole 24 ORE, Via libera della Camera al decreto Pnrr, 28 luglio 2026. Link
- Quotidiano di Puglia, Ciclabili, tre nuovi assi viari: nel 2028 fino a 80 chilometri, 4 agosto 2026. Link
- Il Giunco, Ciclovia Tirrenica, dal ponte sull’Ombrone al mare in bicicletta: approvato il progetto da quasi tre milioni, 4 agosto 2026. Link
- Teleacras, Pnrr in Sicilia, completato meno di un progetto su cinque, 4 agosto 2026. Link
- Il Sole 24 ORE, Mobilità sostenibile, ecco la piattaforma per calcolare costi e benefici delle piste ciclabili, 5 agosto 2026. Link
- Florence Daily News, Bike sharing surges in Florence as city brings in AI parking checks, 4 agosto 2026. Link
- Controradio, Firenze, bike sharing: crescono controlli e multe. Grazie all’AI, 4 agosto 2026. Link
- TGRegione, Bike sharing Firenze, multe con l’intelligenza artificiale, 4 agosto 2026. Link
- Quotidiano Piemontese, Micromobilità, via libera al nuovo sharing metropolitano: coinvolti Torino e altri 15 Comuni, 5 agosto 2026. Link
- GenovaToday, Amt, tagli estivi alle linee per gli Erzelli: “Numeri bassi in questo periodo, i lavoratori usino il bike sharing”, 4 agosto 2026. Link
- Umbria Journal, Umbria vola nel turismo, seconda in Italia per crescita arrivi 2026, 4 agosto 2026. Link
- Alternatives Économiques, Pour continuer à rouler, le cyclotourisme a besoin de nouvelles infrastructures, 4 agosto 2026. Link
- Moto.it, Sicurezza stradale: quali sono le strade più pericolose dove guidare in Italia?, 4 agosto 2026. Link
- Umbria 24, Incidenti stradali, morti e feriti: l’andamento dal 1991 al 2025 in tre grafici, 4 agosto 2026. Link
- Umbria 24, Incidenti stradali 2025: in Umbria oltre 45 a settimana, 4 agosto 2026. Link
- BariLive, La mortalità cala, le tragedie non si fermano: il Barese resta l’area più colpita, 3 agosto 2026. Link
- Italiano Enduro, Le Nazioni Unite chiedono ai governi di rendere le strade più sicure per i motociclisti entro il 2030, 5 agosto 2026. Link
- BikeItalia, Quanto bisogna pedalare per stare meglio: la risposta arriva dai pendolari in bicicletta, 4 agosto 2026. Link
- Corriere Nazionale, Estate e vacanze: il falso mito della pausa dalle cure per la salute mentale, 5 agosto 2026. Link
- Dueruote, Mercato: a luglio gli scooter continuano a volare, le moto invece si fermano, 4 agosto 2026. Link
- Mobilita Palermo, Via Roma, il progetto della ciclabile che non convince: errori, contraddizioni e nessun confronto, 4 agosto 2026. Link



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